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Storia

FOGHÈSU [Perdasdefogu], altrimenti Perdas de fogu, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Lanusèi, compreso nel mandamento di Jersu. Il Fara lo incluse nel Sàrrabus, ma è più probabile che appartenesse al distretto di Chirra.

La sua posizione geografica è alla latitudine 39°, 41', alla longitudine orientale di Cagliari 0°, 18'.

Topografia. Siede alla falda settentrionale d’una catena di colline sopra il pianoro di Monte Alùssara o Cardiga. È esposto a tutti i venti, però nell’inverno molto vi si patisce da’ venti boreali. Di rado la nebbia ingombra la terra, e non mai nuoce. Le tempeste di grandine e di fulmini non sono infrequenti. L’aria, come può intendersi, vi è purissima.

Popolazione. Le case sono circa 136, le famiglie 129, le anime 580. Nascono 25, muojono 20, si celebrano matrimonii 5. Le malattie più frequenti sono il dolor laterale, le infiammazioni al fegato e febbri cachetiche. Non v’ha altri per curar la sanità che qualche flebotomo: le partorienti non hanno assistenza. I cadaveri si seppelliscono nella chiesa. Nel duolo gli uomini non solo non radon la barba, ma di vantaggio vanno coperti d’un sacco nero.

Professioni. Le famiglie agricole sono 109, le pastorali 20. Pochi attendono agli altri mestieri. Lavorano le donne in circa 80 telai, e fanno non solo per provvedere alle famiglie, ma anche a lucro; il che può dare una giusta idea del loro studio nel lavoro.

Religione. Questa porrocchia è sotto la giurisdizione del vescovo della Ogliastra. Ha cura delle anime un prete col titolo di vicario.

La chiesa maggiore è sotto l’invocazione dell’arcangelo s. Michele. Delle due minori una è nominata dal santo Salvatore, l’altra da s. Sebastiano.

Le feste principali con concorso di stranieri sono per il Salvatore e per s. Giambattista. In alcuni anni si corre il palio.

Territorio. I foghesini hanno un territorio con una superficie non minore di miglia quadrate 36.

Si seminano annualmente starelli di grano 250, ed altrettanto d’orzo. La fruttificazione per l’ordinario va all’ottuplo.

Il terreno come è atto a’ cereali, così lo è pure alle viti ed agli alberi fruttiferi: ma si sdegna la fatica, e devesi comprare il vino e le frutta da’ paesi vicini.

Sonovi delle terre chiuse, ma poche, sì che in totale non sopravanzano li starelli 60. Servono per grano orzo, fave e fagiuoli.

Pastorizia. Il bestiame è in piccolo numero considerata la grandissima estensione de’ pascoli. Si numeravano (anno 1839) capre 1600, pecore 1500, vacche

190. Si commercia su questi prodotti con gli ogliastri

ni e campidanesi.

La cultura delle api è ristretta a soli bugni 800.

Selvaggiume. Vi sono numerosissimi i cignali, i cervi, i daini, i mufloni, le lepri e le volpi, le quali fanno gran guasto nelle greggie e negli orti delle api. Non maca poi alcuna delle specie di uccelli che abitano nell’isola. I passerotti sono assai temuti.

Acque. Le sorgenti non sono in gran numero. Tra queste la più conosciuta è quella che in poca distanza dal paese dà origine al fiumicello che scende nella gran valle, e cresce dalle cascate del monte Cardiga e da altre fonti.

Lo Stanali (vedi Escalaplano) scorre in questo territorio; e cagiona gravi danni nelle sue escrescenze, vietando le comunicazioni ed arrestando quelli che voglion tornare alle loro case. Alcuni tentano il guado e periscono. Grande è la necessità di un ponte, a cui dovrebbero contribuire gli ogliastrini, perchè essi che or sentono maggiore l’incomodo, godrebbero d’un gran comodo.

In questo fiume quando avviene qualche temporale si prendono molte anguille, e nella buona stagione delicatissime trote.

Antichità. Si conoscono sette norachi, i quali dalla regione in cui sono diconsi Florentina, Tuèri, Arra, Trunconi, Su Perdiagiu, Turturis, eccetto uno cui si appropriò il nome generale di Nuragi. In tutti è una entrata bassa.

Strade. Da Foghesu partono quattro strade principali, una verso la capitale, l’altra a’ Campidani, la terza alla Barbagia, la quarta alla Ogliastra. La prima tocca Ballao a 5 ore di viaggio; la seconda Escalaplano a due ore, la terza Seùi a circa 5 ore, la quarta Jersu a ore 3 1/2, e Lanusei capoluogo di provincia a ore 6.